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MAGICA SARDEGNA: ISOLA DELLE MERAVIGLIE

Storia di millenaria bellezza

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Benvenuti nell'isola che c'e'!     Cuore rosso Sole Isola con palma Sole

La Sardegna, perla del Mediterraneo, è sempre stata bramata da tutti i popoli in tutte le ere. Ha sopportato pazientemente tutti gli invasori di turno, ma il fascino di questo pezzo di pianeta è sempre e solo in crescita, nonostante tutto, nonostante le barbarie subite, le violenze, nonostante i soprusi.

Noi sardi abbiamo un senso d’attaccamento alla terra unico, così ci capita di sorridere sornioni, abbozzando sulla spalla de “s’amigu continentali”, che si radica in Sardegna per scelta e per amore. La fortuna e la ricchezza della Sardegna sono protette dal mare che la circonda, e fanno tenerezza i turisti che più in là della spiaggia non vanno.

Magica Sardegna vuole essere la risposta vera e semplice a tutti. Vuole essere il regalo della sardità, a chi ama questa terra. Cuore rosso

 
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    Yomo
    11/18/2008 1:10:54 AM
    http://wlqzmw.bay.livefilestore.com/y1prFymLNBoMIF8NGuxXRnq77ULHt-IJDpoU3LVpgSmWN6ciaNUF1k6k6gdFEqBG7zgLqgh-dMVDJg/01334.gif
    giorno Animoticon
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    M@$$Y
    11/14/2008 6:53:37 AM
     
     
     
     

    Ciao Alessandra!!! Grazie di cuore! per le tue bellissime parole...

    Non puoi immaginare la mia gioia nel leggere questo tuo messaggio...

    Ma, non capita tutti i giorni di ricevere dei complimenti così speciali!

    Cmq, sono sicuro al 100%... ca tui puru siasta una perda preziosa de sa Sardinia...

    Io non ti conosco dal vivo... Ma, basta leggere il tuo blog!

     Per capire che sei una bellissima persona...

     Una persona socievole, spiritosa, che ama la vita, che s'ipegna tantissimo

     per realizzare il suo sogno, cosa non facile, ma non impossibile...

    Che ama la sua terra! Raccontandoci la storia di questa bellissima isola,

    con le sue culture, tradizioni e ospitalità sincera,

     che non abbiamo mai! dimenticato..." L'Isola che c'è " Adoro questa frase!!!

    Complimenti! Amiga mia...Sono convinto che tu abbia capito il vero significato dei

    valori della vita... Questo ti fa onore...

    Ti auguro con tutto il cuore di poter entrare in quel mondo magico che tutti noi sognamo, e realizzare i tuoi sogni...

    Grazie di essere mia amica!!!!

    Un fortissimo abbraccio!

    M@$$Y

     
     
     
     
     
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    Yomo
    11/12/2008 11:16:33 PM
    http://digilander.libero.it/portobello.p/tuttoblog/scritte%20buongiorno/buongiorno.gif

    accidenti! chi ha spento la luce Linguaccia
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    M@$$Y
    11/11/2008 3:17:48 AM
    Ciao Alessandra! Come va??? Passa dal mio blog, c'è un pensiero per te!!!! Ciao a presto....
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    11/4/2008 3:01:10 AM
    Hola Ale,
    que sorpresa, un blog stupendo........come stupenda è la Sardegna.
    L'ho girata ben bene e devo dire che le parti migliori sono quelle lontane anni luce dalle spiaggie mondane della Costa Smeralda.
    Piscinas, per esempio, un gioiellino quasi sconosciuto.
    Amo quest'isola e, appena posso ritorno.
    Besitos
    Dom
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    Yomo
    10/27/2008 3:46:25 AM
    Cara Ale ...chi viene a Cagliari ti deve pagare i diritti d'autore, hai fatto davvero un opera d'arte! ..non è che serve qualcuno al porto per parcheggiare le Navi? volendo potrei disegnare le strisce blu nell'acqua ...una bella rotonda? così fanno tutti giro giro tondo? Potrei aprire un distributore di benzina a metà mare! metti che una nave resta a secco tra la sardegna e la penisola? inseguire la nave con un gommone e vendere i fazzolettini a quelli che sono a bordo? ...insomma vedi tu ...un bacino ..oggi due dai ...tre Cara Ale ...chi viene a Cagliari ti deve pagare i diritti d'autore, hai fatto davvero un opera d'arte! ..non è che serve qualcuno al porto per parcheggiare le Navi? volendo potrei disegnare le strisce blu nell'acqua ...una bella rotonda? così fanno tutti giro giro tondo? Potrei aprire un distributore di benzina a metà mare! metti che una nave resta a secco tra la sardegna e la penisola? inseguire la nave con un gommone e vendere i fazzolettini a quelli che sono a bordo? ...insomma vedi tu ...un bacino ..oggi due dai ...tre
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    Yomo
    10/19/2008 1:48:29 AM
    Buon Sabato cara Alessandra Rosa rossaAnimoticonLabbra rosse ..miao
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    Vale
    10/17/2008 10:54:37 PM
    il tuo blog è sempre stupendo!!!
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    .°● ♪ Ŧє๔є & ๓คгא ♪ ●°.
    10/17/2008 12:21:46 AM
    • blog s3
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10/1/2008

Dedicato A...

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DEDICATO CON RABBIA  Arrabbiato
A chi dice che la Sardegna e’ bellissima e ha visto solo la strada che dall’aereoporto di olbia porta a una villetta a Porto cervo.
A quell'imbecille (Flavio Briatore) che sulla spiaggia di Capriccioli per lo sbarco di tre gommoni con a bordo una pattuglia di vip Emilio Fede compreso... disturbava i bagnanti, fra i quali molti bambini.

A quelli che ingrassano vendendo pezzi di coste della Sardegna e a quelli che li comprano.
A quella cretina (Eleonora Brigliadori) che ha sporcato pezzi di monumenti naturali della mia terra dicendo che la sua e’ una "forma d’arte".
A chi non ha rispetto per la terra e per la vita e ogni estate incendia le montagne.
A quei cacciatori che dicono che i veri amanti della natura sono loro.
A chi definisce la caccia uno "sport".
A chi dimostra la propria forza con i deboli.
A chi detta legge e non giustizia.
A chi dice di voler combattere la miseria e la disperazione ma poi va in giro con auto pagate da me, entra gratis dove io pago per entrare, e guadagna dallo stato italiano 50 volte quello che guadagno io.
A chi condanna chi ha rubato una manciata di lenticchie per sfamare i propri figli e lascia libero chi ha rubato milioni per ingozzarsi.
A chi non ha rispetto per la propria vita e per la vita altrui.
Agli stupratori.
Ai crimini legalizzati.
A chi rinchiude le idee dentro una galera.
A chi ha rubato l’infanzia e l’innocenza a un bambino trasformandogli i sogni sereni in orribili incubi. Arrabbiato
15 briatorebriatore_fede_gregoraci-Il Bullonaire con l'amico Fede e la moglie popputa ElisabettaBRIGLIADORI2

7/22/2008

Sa Balentia

Balentia e i veri Balentes

 

 Cos’è la Balentìa?

Non esiste nella lingua italiana un vocabolo che restituisca esaustivamente la concezione di Balentia, perché si entra in una dimensione che contempla in sé concetti assoluti come vigore, ardimento, temerarietà e baldanza di fronte a difficoltà da affrontare.

In realtà attende a una sfera che supera il terreno, se non fosse determinante l’accostare la Balentia alla delinquenza barbaricina del passato (e non solo!)

Nei fatti, qualche scalcinato teppista nostalgico rivendica la Balentia propria, e quella della comunità, che verrebbe usurpata da turisti istranzos, come fanno comprendere alcuni episodi verificatisi in Barbagia ultimamente, nel senso in cui li cita, e li coglie, il poeta-pastore Gavino Ledda, nelle pagine dell’Unione Sarda.

In s’antigoriu, nei tempi cioè della più antica tradizione sarda, si credeva nell’esistenza di uno spirito maligno il cui nome era Balente: era rappresentato come un essere dall’aspetto di bue o di porco, con terribili occhi dallo sguardo infuocato, che si moveva trascinandosi appresso robuste catene.

Un mito, una figura terrificante che, per la sua assoluta negatività, potrebbe aver contribuito ad accostare, sin quasi a sovrapporli, i concetti di Balentia e di delinquenza, di efferatezza, di quel tipo di malaffare spregevole, insensato e ferino.

Ma deu seu cumbinta chi sa Balentia est atera cosa!

Mi vengono in mente i cavalieri della Sartiglia di Oristano che si lanciano in una corsa sfrenata della quale la tensione, l’incertezza e la sorte sono gli ingredienti principali, cioè i veri protagonisti: i cavalieri sono soltanto gli intermediari fra le incertezze, le angosce della comunità contadina e la sorte (sors, intesa come entità labile, sfuggente e ultraterrena) da cui dipendono e a cui tendono, rappresentata da una stella appesa a un filo mediante un nastro verde.

Chi si propone come balente si lancia in un galoppo irrefrenabile con l’unico obbiettivo di cogliere il centro della stella con il suo stocco teso in avanti, in mezzo a due ali di folla trepidante, in un frastuono di rullare di tamburi.

Solo il balente ha il polso fermo e la freddezza per infilzare la stella e portarla a casa.

Più stelle infilzate dai balentes, più fortuna e più abbondanza nei raccolti.

Balentia è una parola magica, che mantiene intatta la capacità di evocare miti, eroi ed emozioni forti fra i giovani sardi.

Di recente ho assistito ad un concerto di un gruppo di tre cantanti che si sono autodefiniti "Balentes".

A un certo punto della serata, messi via gli strumenti, hanno intonato "a cappella", cioè senza accompagnamento strumentale, un canto dolcissimo e melodioso che ha ricreato il placido e continuo cullare di una ninna nanna: le tonalità vocali pur tanto differenti s’accordavano a formare uno strumento magico che riusciva a riprodurre il soffio leggero del vento e lo scroscio delle onde.

Balentia è anche questa, molto simile alla magia. Ben oltre i luoghi comuni.                                                   fonte    ( Michela Serra da Paraulas)

                                                                          Oristano-Sartiglia             Amazzone di SartigliaPariglie acrobatiche
7/7/2008

Un po' di Storia della mia Citta'

Cagliari: Magia nei secoli

Per chi giunge dal cielo Cagliari si svela come d'incanto, adagiata intorno alle bianche colline calcaree che si elevano tra stagni, lagune ed il moderno sistema portuale che salda la città storica e le sue appendici col mondo mercantile e delle industrie. La città si apre come una grande finestra tra il mare e l'entroterra agricolo, in un miracoloso alternarsi di terra e acque che genera prospettive e paesaggi dai colori talvolta fantastici: dal verdognolo del Molentargius al rosa violaceo delle saline, dall'azzurro del porto canale al giallo di Santa Gilla, per giungere alla distesa sabbiosa del Poetto e al turchese delle acque antistanti. Intorno alla città si sviluppa una cintura di verde che va dai boschi di Capoterra e Uta alla foresta del Sette Fratelli per concludersi agli estremi dirupi del Monte Serpeddì.

Vista dal mare Cagliari acquista un fascino particolare. Tra l'azzurro delle acque, oltre il grigio delle banchine, la città appare quasi immobile, petrosa e arrampicata. "E' una città bellissima, aspra, pietrosa - scriveva Carlo Levi in Tutto il miele è finito - con mutevoli colori tra rocce, la pianura africana, le lagune, con una storia tutta scritta ed apparente nelle pietre, come i segni del tempo su un viso: preistorica e storica, capitale dei sardi e capitale coloniale di aragonesi e piemontesi; una delle più distrutte per i bombardamenti dell'ultima guerra e, in pochi anni, una delle più completamente ricostruite.

La visione dal mare ripropone ancora oggi l'immagine della città evocata nelle antiche stampe care agli ingegneri militari piemontesi e ai viaggiatori dell'Ottocento. Man mano che la nave si avvicina al porto, si scorge la città storica dominata dalle torri medioevali e dalle mura bastionate. Poi si riconoscono i palazzi e le antiche chiese. Strana Cagliari di pietra. Ci inerpichiamo su per una strada fatta come una scala a chiocciola ... Cagliari è molto ripida. A metà, c'è uno strano posto chiamato i bastioni, un ampio spazio pianeggiante simile ad una piazza d'armi con alberi, stranamente sospeso sopra la città, e dal quale parte un lungo braccio, simile ad un ampio viadotto di traverso sopra alla strada a chiocciola che si inerpica verso l'alto. Sopra i bastioni, la città continua a salire ripida verso la cattedrale e il forte: così si esprime D. H. Lawrence in Mare e Sardegna (1921).

Dal castello lo sguardo volge verso il porto, dal quale siamo giunti. La sensazione è piacevole: dall'alto tutto sembra immobile, rarefatto, non si scorge il brulicare confuso della gente, è come se il tempo - andando contro la legge dell'accelerazione universale - avesse smesso di correre. Ma così non è. Il respiro del porto è ampio e complesso, a tratti enigmatico. Per chi giunge dal mare il primo contatto con la città è dato proprio dal porto: un paesaggio magico, anche se in continua evoluzione - luogo di traffici, di riflessione e di solitudine - che dà alla città un grande respiro. Cagliari, porta del Mediterraneo che collega l'Europa Continentale con l'Africa ed il Medio Oriente. Ma anche una grande profondità: è nel porto che in primo luogo si misura la capacità di apertura e di dialogo della città con l'esterno.

Cagliari, sicuro approdo sin dal periodo fenicio, ricollega lo sviluppo del porto al sorgere ed al diffondersi della vita mercantile e commerciale: il grano, la lana, i formaggi, l'olio, il vino, il sale, i minerali - sin dal dominio di Cartagine e poi di Roma - passavano attraverso il porto, anche se la sua dislocazione non era proprio l'attuale. E ancor oggi gran parte dei commerci ruota intorno ai moli e alle banchine.

Cagliari è città antichissima che, nella sua lunga storia, ha svolto ruoli diversi: principalmente è stata emporio e roccaforte con accentuazione di una funzione sull'altra a seconda delle contingenze. La sua posizione baricentrica nel Mediterraneo e l'accessibilità del sito ne fecero un approdo sicuro, privilegiato nell'ambito delle più importanti rotte commerciali sin dall'epoca classica.

Gli antichi insediamenti sono testimoniati ancora oggi dall'impotenza dei monumenti e dei ruderi tramandati: la necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu, che rappresenta la più vasta ed importante area sepolcrale del Mediterraneo; la Grotta della Vipera, monumento funebre ma anche tempio dell'amore e della poesia; l'Anfiteatro Romano. Ma, al di là delle emergenze architettoniche, l'antica civiltà che popolò questa nuova terra trova conferma nei numerosi reperti sistemati nel Museo Archeologico di Cagliari, allestito presso la Cittadella dei Musei in un area, di grande suggestione e panoramicità, che ospitò in precedenza il Regio Arsenale.

La Cittadella è posta all'estremità del Castello di Cagliari, il quartiere di origine medioevale - le torri che svettano sono ancora quelle edificate ai primi del Trecento sotto la dominazione pisana - che, unitamente a La Marina, Stampace e Villanova, conserva l'anima e il sentimento profondo della città. Qui sorgevano i più importanti edifici: il Palazzo Viceregio (che, durante il soggiorno dei Savoia a seguito dell'esilio da Torino, potè diventare Palazzo Reale), l'Episcopio, il Palazzo Comunale. Gli edifici esistono ancora. Il Palazzo Viceregio (ora di proprietà della Provincia di Cagliari) ospita il Prefetto e nelle sue sale ancora campeggiano le tele dei vicerè. Anche il Palazzo Civico permane ma la funzione amministrativa viene assolta in altri edifici ubicati oltre la città murata. L'Arcivescovo è l'unico che resiste al suo posto quasi a voler testimoniare la forza della fede nei secoli.

Ma il Castello non è stato solo il centro del potere ed il luogo in cui si sono sovrapposte le diverse dominazioni esterne: pisana, aragonese, spagnola e piemontese. Il Castello unitamente agli altri quartieri storici - ha rappresentato anche lo spazio fisico ove si è gradualmente formata, nelle diverse epoche e nel contrasto con i gruppi dominanti, la coscienza civile e politica del popolo sardo sino all'affermazione della sua peculiarità storica. Qui si riunivano gli Stamenti (gli antichi parlamenti sardi) ed ha preso forza - in una vicenda plurisecolare fatta di vittorie effimere, di lunghi silenzi ma anche di conquiste stabili - l'idea autonomista, fondamento della moderna democrazia e segno distintivo del nostro popolo.

In un momento di grande e necessaria apertura e di imponente modernizzazione - l'attivazione del moderno porto canale e la realizzazione del nuovo aeroporto ne costituiscono ulteriore conferma - il recupero dell'identità e della memoria storica sono i dati dai quali bisogna partire: non il ricordo romantico, sempre più vago, di un passato che precipitosamente si allontana con le sue fugaci ombre, ma l'acquisizione della consapevolezza - che deve poggiare su sicure basi scientifiche - che ciò che noi oggi siamo, la Cagliari che si affaccia all'alba del terzo millennio, è il frutto di una lunga e complessa vicenda storica che ha segnato in modo indelebile non solo gli spazi e i luoghi ma anche la coscienza degli uomini ed il loro modo di operare.

 
5/20/2008

I SHARDANA

    I Guerrieri Shardana: il popolo del mare

Il popolo sardo ha radici antichissime . I resti umani ritrovati nella grotta Corbeddu, in località Lanaittu , presso Oliena risalgono a oltre 10.000 anni prima di Cristo. Nei millenni successivi si sviluppano varie culture che prendono il nome dalle località dove sono stati rinvenuti i reperti più importanti: Su Gorropu, Filistru, Grotta Verde ed altre.Tipici di questo periodo sono gli strumenti di selce e osso lavorati , ceramica variamente decorata vasi in terracotta e pietra. di particolare rilevanza, il largo uso dell’ ossidiana ( specie di vetro vulcanico durissimo, che consentiva di produrre punte di freccia, coltelli e raschietti affilatissimi) che